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Dimmi che moto ti piace e ti dirò chi sei: potrebbe essere questo il titolo di questo post dedicato all’Italian Bike e alle officine custom presenti nel nostro paese.

In effetti, chi ama le moto lo sa, non esiste un unico tipo di moto, ma i veri esperti ne distinguono ben 6:

  • Le moto da strada, caratterizzate da pneumatici con scanalature strette che garantiscono la massima aderenza anche sull’asfalto bagnato;
  • Le moto “Naked”, particolari moto da strada prive di carenature (il termine infatti significa “nuda”, “svestita”, “spoglia”);
  • Le moto Sportive, che sono invece le moto utilizzate nelle competizioni sportive;
  • Le moto Enduro che hanno gomme con scanalature più larghe, adatte per circuiti sterrati;
  • Le Motard, o Supermotard, simili alle moto da Enduro, ma con gomme più lisce in quanto il loro uso è prevalentemente stradale;
  • Le moto da Trial, anche queste del genere Enduro, ma prive di sella o con una sella molto piccola collocata in basso, da guidare dunque rimanendo in piedi sulle pedane.

    Le moto da strada, a loro volta, possono anche appartenere a due sottospecie di moto, vale a dire: Custom o Scrambler.

    “Custom” è un vocabolo inglese che, tra gli altri significati, ha anche quello di “fuori serie, su misura, su ordinazione”.

    Detto in a parole povere, customizzare, se riferito alle moto, non significa altro che personalizzare. Rientrano in questo genere alcune note marche di moto stradali fra cui, ad esempio, le Harley Davidson: la casa motociclistica statunitense, fondata a Milwaukee nel 1903, è infatti quella che maggiormente incarna il vero senso della customizzazione, dato che è proprio nella filosofia di vita del Biker Harleysta personalizzare secondo i suoi gusti la propria moto.

    “Scrambler” deriva invece dal verbo inglese "to scramble" che significa mischiare.

    Le moto “Scrambler” dunque, non sono altro che delle moto, generalmente appartenenti al genere stradale, cui sono state apportate lievi modifiche per renderle adatte ad affrontare anche tratti sterrati o fuoristrada senza alcuna difficoltà. Ovviamente, il loro aspetto da strada tende a cedere un po’ il passo a quello delle moto Enduro o Motard, ma si tratta comunque di modifiche limitate, legate più che altro alla componente estetica.

    Nell’ambito delle customizzazioni, ha oggi particolare rilevanza la categoria delle moto “Café Racer”, che indica invece motociclette dall'aspetto sportivo, caratterizzate solitamente da uno stile retro, ottenuto attraverso la personalizzazione di una moto da strada utilizzando particolari accorgimenti.

    Il termine “Café Racer” è legato all’origine di questo tipo di moto: i primi, infatti, a preferire questo tipo di motoveicoli furono i giovani Rocker Anni Sessanta, i quali amavano parcheggiare in modo ostentato davanti ai locali o cafè i loro bolidi modificati a due ruote. Allora, come oggi, le moto Cafè Racer sono motociclette stradali spogliate di tutto quanto è legato al loro aspetto originario di moto da turismo e dotate di accessori personalizzati e sovrastrutture modificate, il più delle volte auto- costruite, in maniera tale da sembrare in tutto e per tutto moto da competizione.

    Tra le modifiche estetiche, nel caso delle moto Café Racer, la più comune riguarda i manubri, che, per dare al pilota una postura più sportiva, vengono di solito sostituiti con dei manubri o semi- manubri più bassi; anche la sella viene spesso ridimensionata posizionando sul retro un cupolino aerodinamico, ispirato alle moto da competizione.

    Ci sono poi anche tutta una serie di modifiche meccaniche che mirano al potenziamento delle performance di velocità e destrezza della moto stessa, come ad esempio la sostituzione del motore o l’installazione di carburatori più potenti. In alcuni casi anche la marmitta può essere modificata, con la rimozione del silenziatore o la sostituzione del terminale con un tromboncino, proprio come avviene nelle moto da corsa.

    Se anche tu, leggendo queste definizioni, ti sei reso conto che la tua vecchia moto da strada potrebbe tornare a mangiare polvere sulla strada anziché rimanere parcheggiata in garage, continua a leggere perché ti daremo nome e indirizzo di due fra le più valide officine custom italiane che fanno questo lavoro con grande passione e professionalità.

    - Sartorie Meccaniche (http://sartoriemeccaniche.com/)

    Dalla passione per le moto di un regista nasce il progetto imprenditoriale di questa officina meccanica di Bergamo, che realizza moto Café Racer con uno stile estremamente crudo. La prima moto, laSaetta Tre e Mezzo, Francesco Torricella, questo il nome del proprietario, la realizzò proprio per sé stesso, utilizzando come base una Kawasaki Z350.

    Il mood cui si ispira è proprio quello delle moto Café Racer che i Rocker londinesi parcheggiavano davanti al celebre Ace Cafe a Londra.

    A suggerirgli l’inizio di un’avventura che poi è diventata il suo vero lavoro, l’immagine di una moto vista su un sito australiano: una Café Racer su base Honda CB che lui definì come “la cosa più bella e pura che avessi mai visto”. Poco dopo il regista bergamasco acquistò in un garage di Osio Sotto, piccolo paese tra Bergamo, vecchie motociclette da strada, fra cui appunto una Kawasaki Z350 del 1978.

    Iniziò così la trasformazione: sparirono parafanghi, maniglioni, cavalletto centrale, cassa filtro, luci, frecce originali e l'intera strumentazione. Al sellino monoposto venne aggiunto un codino in vetroresina, mentre la livrea grigio-bronzo con trasparente opaco venne ornata da un bordino cromato che profila la parte inferiore del serbatoio. Anche il motore bicilindrico è stato revisionato portando la cilindrata da 350 a 400 cc, utilizzando un gruppo termico originale della Kawasaki Z400 fatto arrivare direttamente dal Giappone.

    L’opera di customizzazione termina nel 2013 e nello stesso anno nasce l’azienda Sartorie Meccaniche il cui obiettivo è quello di realizzare motociclette sartoriali cucite su misura ed uniche al mondo, ma a costi accessibili: il costo medio per una personalizzazione in questa officina si aggira infatti intorno ai 3.100 €, ma ovviamente può arrivare a molto di più quanto vengono modificate anche le componenti strutturali e non solo quelle estetiche.

    - Vyrus (http://www.vyrus.it/it/)

    Ci spostiamo adesso in Romagna, provincia di Rimini, dove negli anni settanta nasce l'azienda motociclistica Bimota, acronimo di Bianchi, Morri e Tamburini. Uno dei tecnici della stessa Bimota, Ascanio Rodorigo, aprì qualche anno dopo la Vyrus Divisione Motori S.r.l. ad Ospedaletto, sviluppando in proprio (con il marchio "ARP - Ascanio Rodorigo Preparazioni") uno dei progetti dell'azienda, chiamato “Progetto Tesi”, nel frattempo fallita.

    Le motociclette della Vyrus sono anch’esse delle Café Racer, prodotte con standard di assoluta eccellenza, soprattutto per quanto riguarda la scelta degli accessori e il potenziamento della spinta propulsiva, tanto da farne spesso delle vere e proprie moto da corsa.

    La produzione di questa piccola officina riminese è cominciata con un unico modello (la Vyrus 984 C3 2V), allestito in sole 6 settimane e presentato al pubblico al Bike Show di Padova nel gennaio 2002: le sue caratteristiche principali sono il telaio ad omega, l'assenza di forcella anteriore (sostituita da un forcellone incernierato direttamente al telaio) e l'uso di materiali pregiati. Interamente costruita a mano e con un notevole numero di parti meccaniche tornite e fresate dal pieno, essa monta un motore Ducati a due valvole a comando desmodromico di 991 cm³, raffreddato ad aria. Negli anni successivi, la produzione si è arricchita di altri modelli, sempre con le stesse caratteristiche di potenza e preziosità.


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    Cotone Pima

    Il cotone è la fibra naturale più importante ai giorni nostri. PURO wear ha scelto la fibra in cotone PIMA per realizzare i propri prodotti. Tecnicamente noto come “Gossypium barbadense”, è una pianta tropicale, sensibile al gelo, che produce fiori di colore giallo con semi neri. Diffuso principalmente in alcune aree del Nord America, Messico e Australia, tale pianta cresce in arbusti piccoli e cespugliosi e produce cotone con fibre setose insolitamente lunghe - raggiungono i 34mm - grazie principalmente alle condizioni in cui è coltivato: pieno sole, elevata umidità e precipitazioni.

    Cio favorisce straordinaria morbidezza, intensa lucentezza e la formidabile resistenza all’usura e al pilling - la comparsa di peluria e piccole palline di fibra (pills) derivanti dall’usura e dalla manutenzione del capo, responsabile dell’effetto invecchiamento del tessuto.

    Lavaggio e Cura dei Capi

    Pensate a quando indossate un capo di intimo appena acquistato:: colore vivo, elastico ben teso, tessuto morbido e fresco. E pensate a quello che succede dopo qualche lavaggio: colori sbiaditi, elastico lento, tessuto usurato e cedevole. Si tratta di classici casi di lavaggi impropri, principale motivo per cui con il passare del tempo gli uomini lamentano di come calzano i propri capi.

    PURO wear ha creato i suoi capi scegliendo i tessuti delle migliori qualità presenti sul mercato con l’obiettivo di fornire dei capi resistenti a molteplici lavaggi e all’usura.

     

    Spesso le istruzioni di lavaggio e stiratura della biancheria intima vengono ignorate dalla maggior parte dei ragazzi e giovani adulti, imputando la responsabilità al poco tempo disponibile. Noi di PURO wear consigliamo di prestare cura e attenzione soprattutto nel momento del lavaggio dell’indumento in modo da favorire:

    Ecco perché è vitale comprendere le informazioni presenti sull’etichetta - o stampate direttamente sul tessuto come nel nostro caso. Gli errori più comuni nel lavaggio degli indumenti sono:

     

    Segui le seguenti istruzioni per un corretto lavaggio e una corretta asciugatura 

    istruzioni di lavaggio PURO wear 

     Suggeriamo inoltre di lavare i propri capi sempre al rovescio.

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