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Quando arriva il week end, non c’è cosa migliore che rilassare il corpo e la mente sorseggiando un ottimo cocktail, magari in compagnia di qualche buon amico.

Proprio come in fatto di cibo, anche per quello che riguarda i drink, ognuno ha le sue preferenze: se, da una parte, c’è chi ama il sapore secco e deciso del gin, dall’altra c’è chi preferisce il gusto dolce e rotondo del whiskey o quello saporito e setoso del rum.

Ma – in barba ai propri gusti e alle proprie preferenze – come resistere ad un ottimo cocktail preparato a regola d’arte dal barman del tuo locale preferito? Già, perché ogni drink è in realtà un piccolo capolavoro che racchiude in sé una particolare storia. Vediamo allora di seguito storia e ingredienti dei 5 cocktail più gettonati nei bar di tutta Italia nel 2017.

Margarita

Il Margarita è probabilmente il più famoso cocktail a base di tequila, acquavite messicana dal sapore inconfondibile, ricavata dalla distillazione del succo del frutto dell’agave: nato in Messico alla fine degli anni Quaranta, ormai è patrimonio comune di tutti i bar del mondo.

Sulla sua origine esistono varie versioni: secondo alcuni sarebbe stato il regalo di nozze da parte del cognato ad una donna di nome Margarit; secondo altri, fu inventato in un bar di Juarez da un barman texano, Pancho Morales, a cui era stato ordinato un Magnolia, ma, non conoscendone la la ricetta, aveva improvvisato con la creazione di un nuovo cocktail, chiamandolo poi Margarita; un'altra versione, infine,vuole che il Margarita sia nato per iniziativa dell’attrice Marjorie King la quale era allergica a tutti i liquori tranne che alla tequila e così creò da sola un miscuglio fatto da tre parti di tequila, due parti di Cointreau e una parte di succo di limone.

Ad ogni modo, qualunque sia l’origine di questo cocktail dal gusto inebriante, la regola vuole che sia servito sempre nel bicchiere largo, che ricorda vagamente la tesa larga del sombrero, con il bordo strofinato prima su una fetta di limone e poi passato nel sale.

Per la sua preparazione, occorre assemblare insieme in uno shaker riempito di cubetti di ghiaccio 3,5 cl di Tequila, 2 cl di Triple Sec (liquore aromatizzato all’arancia tipo Cointreau) e 1,5 cl di succo fresco di limone o lime.
Whiskey Sour

La denominazione “sour” è attribuita a tutti i drink che sono formati da una base di succo di limone e dolcificante, cui viene aggiunto un liquore. Fra questi di sicuro uno dei più apprezzati è il Whiskey Sour, dove appunto il liquore è rappresentato da dell’ottimo whiskey o bourbon.

Le origini di questo cocktail si perdono nella notte dei tempi: pare che fosse già conosciuto infatti nella seconda metà del 1800. L’origine vera e propria è attribuita ad un cameriere inglese, un certo Elliot Stub, che, dopo aver lavorato a bordo delle navi, decise di fermarsi in Perù e di aprire un bar. Pare infatti che la versione originale del cocktail prevedesse l’aggiunta del succo di Pica, una specie di limone coltivata esclusivamente in Perù.

Oggi viene preparato mettendo nello shaker ghiaccio, 4,5 cl di Bourbon Whiskey, 3 cl di succo limone e 1,5 cl di sciroppo di zucchero. Si serve nel tumbler basso, guarnito con una ciliegina e una fetta di arancia;

Una versione più scenografica, prevede l’inserimento nello shaker insieme agli altri ingredienti di qualche goccia di albume d’uovo, creando così una piacevole schiuma che va ad attutire l’acidità del limone.

Daiquiri

Uno dei liquori più versatili, molto usato anche in cucina per la preparazione di dolci (vedi il babà) e macedonie, è il rum, liquore ricavato dalla distillazione della melassa della canna da zucchero. Conosciuto fin dai tempi molto antichi (pare che esistesse già nel 15esimo secolo), la sua massima diffusione si ebbe nell’epoca del colonialismo americano.

Per il gusto amabile, nonostante l’elevata gradazione alcolica, il rum può essere gustato da solo, oppure come ingredienti di alcuni famosi cocktail, di cui uno dei più noti è quasi certamente il Daiquiri. L’origine di questo drink è attribuita ad un marine americano che, nel 1898, durante la guerra tra Stati Uniti e Spagna, sbarcò in un piccolo villaggio nei pressi di Santiago di Cuba, di nome Daiquiri. Entrato in un bar, chiese di poter bere dell’ottimo rum allungato con succo di lime e un po’ di zucchero.

Un’altra leggenda attribuisce invece l’origine del cocktail ad un ingegnere americano che, venuto in visita ad una miniera di ferro nella zona est di Cuba, chiamata appunto Daiquiri, sul finire della giornata chiese di poter bere qualcosa: gli altri ingegneri della miniera gli offrirono così una bevanda formata con gli unici ingredienti a loro disposizione, vale a dire rum, lime e zucchero.

Da allora la fama del Daiquiri è stata inarrestabile, tanto da divenire uno dei cocktail preferiti di scrittori famosi come Ernest Hemingway e dall’essere citato più volte all’interno dei film di Hollywood, come ad esempio , "Il Nostro Agente all'Avana" (1958) e "Improvvisamente l'estate scorsa" (1959) dove una splendida Katharine Hepburn lo offre a Montgomery Clift.

Dal punto di vista della sua preparazione, è anch’esso un “sour” come il precedente Whiskey Sour: si prepara infatti miscelando nello shaker colmo di ghiaccio 4,5 cl di Rum bianco, 2,5 cl di Succo di lime fresco e 1,5 cl di sciroppo zucchero. Da servire nella coppetta da cocktail ben ghiacciata, guarnita solo da una fetta di limone.

Estremamente fresco e dissetante, oggi il Daiquiri è preparato anche con alcune varianti: il Frozen Daiquiri, ad esempio, prevede l’aggiunta di una pallina di gelato.

Gin Tonic

“Non mi piace il Gin Tonic”: chissà quante volte avrai sentito questa frase! Eh già perché in effetti il popolo dei bar si divide in estimatori e detrattori di questo famosissimo cocktail. La causa forse è il sapore troppo amaro dovuto all’accostamento di due ingredienti simili, il gin e l’acqua tonica: quello che è certo è che questo drink o lo si ama o lo si odia ma sono tanti quelli che, dopo una settimana in ufficio, arrivati al venerdì non possono farne a meno.

Ma hanno anche ragione coloro che gli attribuiscono un sapore troppo da medicinale, in quanto in effetti entrambi gli ingredienti che compongono il Gin Tonic sono stati inventati da medici: il gin era, infatti, un distillato delle bacche di ginepro utilizzato per curare i soldati olandesi che si ammalavano di febbre malarica durante le missioni nelle Indie Orientali; allo stesso modo, l’acqua tonica o soda, venne inventata nel 1794 dal chimico tedesco Johann Jacob Schweppe per essere utilizzata essenzialmente come medicina.

L’utilizzo come cocktail dei due ingredienti si affermò decisamente più tardi, a cavallo fra il 1800 e 1900.

La preparazione avviene direttamente nel bicchiere, aggiungendo al ghiaccio 4 cl di gin e 10 cl di acqua tonica. Lo si po' guarnire con una semplice fetta di limone essendo già perfetto così com’è!

Alcune varianti prevedono l’aggiunta di qualche goccia di Angostura, o il succo di mezzo pompelmo per una nota più agrumata; per esaltarne poi la profumazione, alcuni barman utilizzano delle fette di cetriolo o un rametto di rosmarino da aggiungere alla fine dentro il bicchiere prima di servire.

Gin Fizz

L’ultimo cocktail che ti presentiamo è in verità una variante del Gin Tonic, che ha però una storia molto particolare: stiamo parlando del Gin Fizz, drink che pare sia stato inventato dall’idea di alcuni ufficiali della Marina inglese, che, già abituati a bere il gin per contrastare la febbre, presero ad arricchirlo con succo di limone allo scopo di fare il pieno di vitamina C, molto utile contro lo scorbuto.

Tornati in patria, i marinai conservarono l’abitudine di bere il gin in questo modo, trovandone molto più piacevole il sapore.

Per la preparazione del Gin Fizz occorre munirsi di uno shaker in cui aggiungere ghiaccio, 4,5 cl di gin e 3 cl di succo di limone: l’acqua tonica è invece aggiunta alla fine direttamente dentro il bicchiere. La guarnizione è fatta infine con una fetta di limone e due ciliegie al maraschino.


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